Anche quest’anno una delegazione dell’Associazione Amici Biellesi Famiglie Senza Frontiere si è recata in India in visita alle missioni del sud  e all’inaugurazione di una scuola per 450 bambini ad Ammembal Chelur (Karnataka). Lo scopo del viaggio era di render visita alle missionarie con le quali da molti anni abbiamo un rapporto di collaborazione, verificare il buon andamento dei nostri progetti e incontrare i numerosi bambini “sostenuti a distanza” da tante famiglie biellesi e non.Il primo incontro è avvenuto nella missione di Hassan dove sosteniamo molti  bambini e abbiamo in corso un progetto di recupero scolastico di bambini lavoratori. La scuola per bambini lavoratori è stata avviata alcuni anni fa, dalle suore di Maria Bambina, con l’intento di recuperare  e scolarizzare bambini lavoratori. I bambini, di età compresa fra gli 8 e i 14 anni, giungono dai villaggi vicini e dagli slums del distretto di Hassan, da dove vengono sottratti al lavoro minorile. Una cara compagna di viaggio, nonché socia della nostra associazione, la Dott.ssa Barbara Agostini, ha contribuito, negli anni, a sostenere questo progetto anche grazie alla sensibilità dimostrata da tutto lo staff e dai pazienti del reparto di Nefro-Dialisi dell’Ospedale di Biella.

Partiamo da Hassan per Mangalore dove incontriamo, nella missione di Jeppoo, Suor Evangeline, da alcuni di noi soprannominata “generalessa” per la tenacia e forza di volontà che mostra nello svolgimento delle sue attività e nell’organizzarci le due giornate  trascorse in visita alle missioni di Mangalore. Ci rechiamo al Nirmala Social Welfar Center di Ullal, luogo a noi molto caro perché proprio da quell’istituto sono arrivati molti dei nostri figli adottivi. Timidamente chiediamo di poter entrare nella nursery per incontrare i piccoli in attesa di adozione. L’incontro è molto commovente, nelle  menti  di alcuni di  noi è ancora vivo il ricordo del primo incontro con in nostri figli adottivi. Erano proprio così, sdraiati, a gattoni, instabili sulle loro minuscole gambe, alcuni con bei vestitini occidentali, altri solo con un ciripà. Allunghiamo una mano verso di loro, i più temerari ci guardano con curiosità e ci tendono la piccola mano, altri cominciano a piangere davanti a quegli esseri così bianchi e vestiti in modo strano…”noi”. Incontriamo le ragazze del corso professionale di cucito e ricamo, progetto da noi sostenuto, che ha lo scopo di offrire a ragazze povere, alcune di loro abbandonate, una formazione professionale. Il corso dura sei mesi ed è a tempo pieno; la missione di Ullal si fa carico di fornire vitto, alloggio e visite mediche di prevenzione. {mosimage}
A Nherunagar incontriamo i ragazzi sostenuti dalle nostre famiglie. Sono allegri, gioiosi, felici d’incontrarci; ad ognuno di loro doniamo materiale didattico. Poi di corsa verso Olavina Halli anche se con un po’ di tristezza. La nostra amata Suor Amelia, suora friulana che ha dedicato la  vita ai poveri e ai lebbrosi dell’India, è mancata nel 2006 dopo l’ultima nostra visita a Olavina. Le suore stanno allestendo un museo a lei dedicato; il suo letto, i suoi oggetti personali, gli attestati di merito, articoli di giornali indiani e italiani, tantissime foto e lettere. Del tutto casualmente il nostro sguardo si ferma proprio su una di queste, una lettera scritta ad Amelio Crotti, presidente dell’associazione. Amelio comincia a leggerla silenziosamente, poi Giulio Ceretti a voce alta, ma non ce la fa, l’emozione prevale sulle sue parole. Capisco che tocca a me e con voce tremula cerco di portare a termine la lettura; le persone che mi sono accanto e che non hanno conosciuto questa “piccola grande donna”, comprendono che i sentimenti che ci legano a lei sono forti e intensi.
Era il 2005 quando il parroco di una piccola comunità del Karnataka, si rivolse a noi chiedendo aiuti finanziari per costruire una scuola per 450 bambini ed ora, a poco più di due anni da quella richiesta, finalmente vediamo la conclusione di quest’importante progetto realizzato grazie all’aiuto di numerose persone e  alla generosità del Kiwanis Club di Biella.
Al nostro arrivo veniamo accolti da una lunga schiera di bambini felici che ci donano fiori. Davanti a noi, imponente, si erge, su due piani, la nostra scuola. I colori della bandiera indiana, con cui è stata dipinta, predominano fra il verde della natura circostante,  ma quello che ci colpisce maggiormente sono loro: i bambini. I loro sorrisi, i loro grandi occhi riconoscenti, i loro balli, sono immagini che rimarranno per sempre  impresse nel nostro cuore. Padre Walter con orgoglio ci mostra le aule, i nuovi arredi in legno, i servizi igienici, un’ aula magna, la palestra, fino ad arrivare all’aula d’informatica la cui attrezzatura è stata generosamente donata da Laura De Simone e dalla sua famiglia in  ricordo del padre scomparso. La sua testimonianza: “Per la prima volta mi sono recata in India, spinta dall’amore per i bambini e per un progetto in ricordo di mio padre. Desidero ringraziare gli “Amici Biellesi” che erano con me, che mi hanno dato l’opportunità di vivere momenti di grande emozione e felicità ed attraverso la loro compagnia ho riscoperto in quell’aula un passato figlia in ricordo di un padre sempre vivo nel mio cuore. L’India è ricca di atmosfere, profumi, colori, che non ho riscontrato in altri luoghi. Grazie ancora a tutti voi “nuovi amici”, con cui desidero intraprendere un nuovo cammino di vita, che mi porterà con altri progetti tra le strade e i paesaggi della bellissima India”.
Partiamo per  i monti Nilgiri, dove ha operato per anni Padre Renzo Zola, missionario biellese. Durante il tragitto facciamo una breve sosta al Fatima Convent di Gudalur dove incontriamo un gruppo di ragazze sostenute da alcune famiglie della nostra associazione. Poi di nuovo in viaggio verso Ooty. La natura che ci circonda è  indescrivibile, nonostante l’altitudine, siamo oltre i 2000 m, è del tutto lussureggiante e lungo i bordi della strada, crescono spontaneamente cespugli di Stelle di Natale alti anche oltre il metro. Intorno a noi immense distese di tè  e piante di eucalipto. Sembra d’essere in un altro mondo, in un’altra India, lontano dai rumori, dallo smog, dalla frenesia delle auto e dal frastuono dei clacson.  A Wellington incontriamo Regina, sostituta di Padre Zola e nostra referente per i sostegni a distanza, che  ci accoglie con un sorriso cordiale e rassicurante. Trascorriamo il pomeriggio con lei e con i bambini sostenuti dalle famiglie dell’associazione, che ci deliziano con danze e canti in segno di gratitudine. Ad ognuno di loro, così come nelle altre missioni, abbiamo donato matite, biro e colori.
Il nostro viaggio continua attraverso il Tamil Nadu alla scoperta dei templi, dei regni dravidici, delle gopuram, delle torri piramidali ricoperte da sculture colorate di divinità, demoni, uomini e animali. Un mondo spirituale, un incontro con l’India autentica dove l’esuberante vita religiosa è rimasta incontaminata della influenze islamiche, mantenendo intatte le più antiche tradizioni Hindu.
Il nostro diario di viaggio nasce e si conclude  fra la gente, i bambini, le missionarie che ogni giorno devono affrontare le intemperie della vita per dare un piatto di riso ai poveri dell’India e risolvere i problemi legati alla quotidianità della vita. Le suore ringraziano gli Amici Biellesi e le famiglie che contribuiscono ogni giorno, con i sostegni a distanza e i progetti a dare un aiuto concreto, in modo particolare ai bambini. Io invece vorrei concludere questo breve diario di viaggio ringraziando loro, per quello che fanno e danno, vorrei ringraziare i bambini che con i loro sorrisi ci hanno riempito il cuore di gioia e amore, la gente di strada che con la loro dignità e voglia di vivere ci fanno capire, in ogni momento della giornata, qual’è il vero senso della vita.